Mattia Fantinati – Sottosegretario M5s

Al posto giusto rispettando le regole.

Sarà anche il primo cittadino ma non è il padrone di Verona e Tosi non può continuare a ‘piazzare’ i suoi sodali, o compagni di partito, ai vertici delle partecipate veronesi. Ho preso carta e penna e chiesto al governo e al presidente dell’Anac, Raffaele Cantone, di verificare la legittimità delle nomine ai vertici di Agsm Verona spa, Agsm Energia e Acque Veronesi, avvenute nei mesi scorsi. Sul punto ho ritenuto doveroso inviare una nota all’ANAC depositando anche un’interrogazione in merito a queste nomine perché sono vari gli aspetti della vicenda che attendono chiarimenti. La legge c’èè un decreto legislativo che fissa i requisiti dei candidati a posizioni di vertice nella pubblica amministrazione e negli enti di controllo pubblico, e all’art. 7 stabilisce che non possono essere nominati coloro che due anni precedenti (alla nomina) abbiano ricoperto incarichi in assemblee rappresentative o di governo. Il fatto è che non è stata rispettata nel caso delle tre partecipate veronesi. I tre che siedono sulle poltrone della presidenza non avevano maturato i requisiti richiesti. Tutti e tre hanno assunto l’incarico senza che fossero trascorsi i due anni dalla cessazione del loro mandato, chi in Provincia, chi in Regione. E’ arrivato il momento di dire basta a questi metodi clientelari che premiano sempre gli stessi, basta ai contentini – e che contentini – per chi non è riuscito a farsi eleggere. A Verona, c’è bisogno di persone che abbiano passione e amore per la nostra città e la giusta professionalità per il ruolo che andranno a ricoprire. Spero che Cantone suggerisca a Tosi di smetterla con queste nomine oltremodo discutibili ma temo che il presidente dell’Autorità Anticorruzione, agitato come bandiera di legalità quando funzionale agli interessi e censurato quando emette giudizi non condivisi, non sarà ascoltato da chi affida aree delicatissime dell’amministrazione a soggetti che chissà se hanno i requisiti

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