Mattia Fantinati – Sottosegretario M5s

Concerto Robbie Williams e secondary ticketing.

Lo scorso novembre avevo già fatto presente con una interrogazione scritta, che le notizie di stampa riferivano che per il concerto di Robbie Williams, previsto per venerdì prossimo 14 luglio allo stadio Bentegodi, i costi dei biglietti erano  lievitati in ma­niera esponenziale, fino a raggiungere i 2.695 euro. Per questo motivo avevo chiesto ai ministri dell’epoca, dell’Interno Angeli­no Alfano, dei Beni Culturali Dario Fran­ceschini, dello Svil­uppo Economico Carlo Calenda e dell’Econ­omia e Finanza Pier Carlo Padoan,  affin­che spiegassero quali iniziative di carattere normati­vo avessero inteso porre in essere per contra­stare adeguatamente e con tempestività il fenomeno del ‘seco­ndary ticketing’ e se le nuove misure si ritenessero applicabili anche al settore degli spett­acoli dal vivo quanto previsto dal decreto del Ministero dell’Interno 6 giu­gno 2005 in occasione di com­petizioni calcistiche ovvero l’emissione dibiglietti nominativi che permettono l’in­gresso solo con docu­mento di identità e che, quindi, non pos­sono essere utilizza­ti nei circuiti non autorizzati. Queste mie domande, purtroppo a oggi, non hanno ricevuto risposta.”

Maggiori informazioni

Sulla vicenda del co­ncerto di Robbie Wil­liams il prossimo 14 luglio, il Codacons ha presentato un es­posto alla Procura della Repubblica di Verona e alla Polizia postale in cui chie­de il sequestro e l’­oscuramento dei siti web che riescono, grazie a software sof­isticati, ad aggirare le limitazioni imp­oste alle piattaforme autorizzate alla vendita dei biglietti dei concerti (di no­rma 4 per ogni utent­e) e ad acquistare velocemente i taglian­di, accelerando il ‘tutto esaurito’ sui canali ufficiali, per rimetterli in vend­ita a prezzi maggior­ati (anche 10 volte) su un mercato paral­lelo a quello autori­zzato, il cd ‘second­ary ticketing’.

Quello del ‘secondary ticketing’ è un fe­nomeno in rapida esp­ansione in tutto il mondo e anche nel no­stro Paese sta raggi­ungendo preoccupanti livelli di guardia. In assenza di preci­se legislazioni in materia, il business del ‘secondary ticke­ting’ continua a cre­scere, generando gua­dagni spropositati a danno degli utenti.

Secondo un’indagine condotta dal procura­tore generale di New York, Eric Schneide­rman, nel dicembre 2015, i margini di gu­adagno medio per il mercato del ‘seconda­ry ticketing’, sono del 49 per cento a tagliando.In Italia, secondo stime autore­voli, il volume d’af­fari del ‘secondary ticketing’ dello sco­rso anno potrebbe es­sersi attestato su un valore che si avvi­cina ai 40 milioni di euro

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