Mattia Fantinati – Sottosegretario M5s

Crisi del manifatturiero a Verona, dal sindaco Tosi solo silenzi

La crisi del manifatturiero a Verona non è responsabilità esclusiva di imprenditori irresponsabili. Le scelte politiche di un’amministrazione comunale vanno di pari passo con lo sviluppo economico di un territorio. E’ chiara a Verona l’assenza di una pianificazione strategica, che vada oltre gli interessi di partito, e che sia in grado di rispondere agli interessi di una popolazione: appoggiare il proliferare di centri commerciali o supermercati non porta ricchezza, finché il problema non lo si affronta alla radice, ripristinando il mercato del lavoro e, quindi, il tessuto economico che ha sempre caratterizzato la provincia scaligera. Un concetto che da mesi è ribadito dai rappresentanti sindacali dei metalmeccanici: lo hanno fatto con il prefetto, con gli industriali, e oggi nella conferenza dei capigruppo in consiglio comunale.

Un’occasione persa per il sindaco Tosi, assente sebbene fosse stato invitato: molti appelli dei lavoratori da mesi sono infatti indirizzati a lui e alla sua vocazione per l’apertura di nuovi centri commerciali. Dimentica, il sindaco, alcuni numeri ai quali anche lui dovrebbe rispondere: procedure di crisi che nel solo 2013 hanno coinvolto 1.823 aziende e 48.300 lavoratori, 2000 posti di lavoro persi, un aumento del 39% di ore di Cassa Integrazione Ordinaria e del 49% si Straordinaria, decine di procedure di mobilità e di licenziamenti.

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