Mattia Fantinati – Sottosegretario M5s

Crisi edilizia nel Polesine

Nel Polesine, la crisi del settore edile, negli ultimi 10 anni, ha inciso pesantemente, danneggiando un comparto che ha sempre garantito le imprese e l’occupazione. I numeri della Feneal-Uil di Padova-Rovigo parlano chiaro: in dieci anni si sono più che dimezzati i lavoratori edili in Polesine passando da 4.640 a 2.155 (dati del 2016). Quasi dimezzato anche il numero delle imprese, da 817 a 419. In provincia di Rovigo si scontano ancora di più che a livello nazionale alcune delle cause all’origine del tracollo dell’edilizia. Secondo la Feneal di Padova-Rovigo, le cause della crisi sono da ricercare tra la «mancanza di credito da parte della banche, mancati pagamenti da parte delle pubbliche amministrazioni alle imprese edili, impossibilità da parte delle pubbliche amministrazioni di fare investimenti per il Patto di stabilità. Il nostro settore è quello che storicamente paga di più anche in termini di infortuni mortali e non solo, sul lavoro, con la piaga, cresciuta ulteriormente nel periodo di crisi, del lavoro nero». Per questo motivo ho interrogato il Ministro dello sviluppo economico, Carlo Calenda ed il Ministro del lavoro e delle politiche sociali, Giuliano Poletti, per sapere quali strategie s’intendano varare per rilanciare un settore chiave per la crescita e lo sviluppo del nostro Paese e quali iniziative si intendano adottare per rimettere in moto quelle imprese edili sane che stanno quotidianamente chiudendo per mancanza di liquidità.

Foto copertina da “La Voce di Rovigo”

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