Mattia Fantinati – Sottosegretario M5s

Prede e predatori, come la Francia ingurgita le nostre Imprese.

Luxottica-Essilor, in Italia toni trionfalistici, in Francia pure, ma chi è la preda, chi il predatore ?

La settimana scorsa in Parlamento ponevo l’attenzione sullo shopping selvaggio ai danni delle nostre imprese.

Tutelare il Made in Italy, il know how, i lavoratori e gli imprenditori italiani, dovrebbe essere una delle priorità di qualunque Governo. Invece sembra che si preferisca fare i finti tonti. E’ di due giorni fa la notizia della fusione tra Luxottica ed Essilor, il primo un colosso italiano, il secondo un gigante francese. Inutili toni trionfalistici nel nostro Paese a seguito della notizia. Ma perché anche i francesi esultano?

Semplice. Come rivela il Sole 24 ore , che riporta l’affermazione del giornale Le Monde : ” nascerà una società di diritto francese, quotata a Parigi, con sede a Chareton nella Val de Marne.” Anche Les Echos trionfa, analizzando come la fusione avviene grazie alle “debolezze del sistema capitalistico italiano”.

Più di 100 miliardi in venti anni, a tanto ammonta il budget per lo shopping francese nel nostro Paese. Hanno comprato di tutto, dalla grande distribuzione alle banche, passando al Made in Italy che più ci rendeva orgogliosi. E pensare che fino al 2005 eravamo noi italiani ad acquistare in terra francese. Oggi invece, dopo la crisi, e con il succedersi di Governi burattini, assistiamo sgomenti all’ennesimo acquisto (oggi solo fusione) fatto in uno dei più bei negozi al mondo che sta chiudendo per fallimento.

FERMIAMO LO SHOPPING SELVAGGIO DELLE NOSTRE IMPRESE e del nostro MADE IN ITALY!!Soltanto dal 2008 al 2014 ben 830 aziende italiane sono passate nelle mani di acquirenti stranieri, per un valore complessivo che supera i 101 miliardi di euro. Cifra che arriva tranquillamente a 115 miliardi, dal momento che nelle operazioni più piccole gli importi della cessione non sono dichiarati. L’Italia è divenuto ormai il Paese dello shopping e con le aziende del ‘Made in Italy‘ che finiscono nelle mani di holding straniere perdendo la loro identità e spesso anche i poli produttivi. I saldi all’italiana che negli ultimi anni hanno portato oltre 500 marchi nostrani in mano straniera, non accennano a fermarsi. Dal 2008 al 2014 gli investimenti di aziende italiane all’estero si sono fermate a circa 340 per un capitale più o meno di 65 miliardi. le aziende italiane che vengono acquisite da altre aziende straniere, vengono anche svuotate dei macchinari e del know-how, oltre a non riaprire più nel nostro bel Paese.

Pubblicato da Mattia Fantinati su Venerdì 13 gennaio 2017

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