La settimana scorsa in Parlamento ponevo l’attenzione sullo shopping selvaggio ai danni delle nostre imprese.

Tutelare il Made in Italy, il know how, i lavoratori e gli imprenditori italiani, dovrebbe essere una delle priorità di qualunque Governo. Invece sembra che si preferisca fare i finti tonti. E’ di due giorni fa la notizia della fusione tra Luxottica ed Essilor, il primo un colosso italiano, il secondo un gigante francese. Inutili toni trionfalistici nel nostro Paese a seguito della notizia. Ma perché anche i francesi esultano?

Semplice. Come rivela il Sole 24 ore , che riporta l’affermazione del giornale Le Monde : ” nascerà una società di diritto francese, quotata a Parigi, con sede a Chareton nella Val de Marne.” Anche Les Echos trionfa, analizzando come la fusione avviene grazie alle “debolezze del sistema capitalistico italiano”.

Più di 100 miliardi in venti anni, a tanto ammonta il budget per lo shopping francese nel nostro Paese. Hanno comprato di tutto, dalla grande distribuzione alle banche, passando al Made in Italy che più ci rendeva orgogliosi. E pensare che fino al 2005 eravamo noi italiani ad acquistare in terra francese. Oggi invece, dopo la crisi, e con il succedersi di Governi burattini, assistiamo sgomenti all’ennesimo acquisto (oggi solo fusione) fatto in uno dei più bei negozi al mondo che sta chiudendo per fallimento.