Mattia Fantinati – Sottosegretario M5s

Quattro zampe in padella, zampe di orso al ristorante. Blocchiamo il disgusto.

Zampe di orso al ristorante: chiedo a ministri competenti un piano nazionale per fronteggiare il fenomeno illegale della cattura, uccisione e importazione di specie selvatiche.

Recenti notizie di stampa riferiscono un episodio inquietante: nei giorni scorsi, in un ristorante cinese di Padova, sono state servite a clienti anch’essi cinesi, delle zampe di orso, carne che in Italia è proibita. Il pm Benedetto Roberti ha messo sotto inchiesta il titolare del ristorante con l’accusa di violazione delle norme per la protezione della fauna selvatica omeoterma e per il prelievo venatorio. In pratica per aver ucciso, cucinato e servito le zampe di un orso italiano. Ha disposto, inoltre, una serie di controlli in tutti i ristoranti cinesi della provincia di Padova.Per questo motivo ho chiesto con una interrogazione a risposta scritta al Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, Gian Luca Galletti ,al Ministro delle politiche agricole, alimentari e forestali, Maurizio Martina ed al Ministro dello sviluppo economico, Carlo Calenda, se siano conoscenza dell’episodio ed, in caso affermativo, se abbiano intrapreso delle azioni per verificare la veridicità dell’accaduto e se intendano assumere iniziative normative per accogliere la richiesta avanzata dal WWF circa la necessità di dotare il Paese di un piano nazionale per fronteggiare il fenomeno illegale della cattura, uccisione e importazione di specie selvatiche.

 Alcuni clienti del ristorante in questione, allarmati dalla stranezza del piatto servito ad un tavolo di avventori cinesi, hanno chiesto l’intervento dei Nas che, nel corso della perquisizione, hanno trovato carne e pesce – 55 chili scaduto o in scadenza – senza etichettature e dunque di dubbia provenienza. L’orso è cacciabile soltanto in alcuni paesi europei come la Svezia e la Slovenia, dietro autorizzazione. In Italia, la sua carne è consumabile solamente se ne è dimostrata la provenienza da questi paesi.

Lo strumento normativo internazionale per il monitoraggio del commercio degli animali e delle piante (vivi, morti o parti e prodotti derivati) è la Convenzione di Washington, denominata in sigla C.I.T.E.S., con la funzione, dunque, di contrastare lo sfruttamento commerciale che, assieme alla distruzione degli ambienti naturali nei quali vivono, è una delle principali cause dell’estinzione e rarefazione in natura di numerose specie. Entrata in vigore in Italia nel 1980, C.I.T.E.S è attualmente applicata da 178 Stati. In Italia l’attuazione della Convenzione di Washington è affidata Ai Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, al Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali e al Ministero dello sviluppo economico. Quest’ultimo svolge un ruolo fondamentale, ai sensi della normativa vigente, attraverso il servizio CITES del Corpo forestale dello Stato che, oltre a essere Autorità amministrativa per le contestazioni di natura amministrativa, si occupa del rilascio dei certificati CITES necessari alla riesportazione e utilizzo commerciale di numerose specie di animali e piante protette e del controllo tecnico-specialistico ai fini del rispetto della Convenzione.

La legge n. 157 dell’11 febbraio 1992 disciplina l’esercizio dell’attività venatoria sulla fauna selvatica, in quanto patrimonio indisponibile dello Stato e tutelata nell’interesse della comunità nazionale ed internazionale e in particolare all’art. 2, comma 1 lettera a), fa esplicito riferimento all’orso come specie particolarmente protetta, anche sotto il profilo sanzionatorio.

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